Turchia, sessione di calciomercato invernale 2015: le pagelle

Chiusi i battenti della sessione di calciomercato invernale, si tirano le somme: ecco chi ha operato al meglio nello sfavillante mondo delle trattative di gennaio. Mercato di riparazione, lo chiamavano: vediamo se i club turchi hanno davvero sistemato i propri problemi oppure se aspetteranno la prossima estate per rivedere i progetti stagionali. Intanto il via-vai dai lussuosi hotel di Antalya ha dato i suoi risultati, anche se nettamente inferiori alla scorsa stagione. Le operazioni si sono quasi dimezzate, per un giro di denaro quasi inesistente mosso pressoché solo dal Trabzonspor. Si aspetta l’estate, con la tanto attesa abolizione del tetto a 8 stranieri in rosa (5 in campo) che ha bloccato il mercato in Turchia negli ultimi anni. Andrò in ordine, rigorosamente alfabetico, alla scoperta dei colpi di mercato che hanno rivitalizzato il porto di Antalya.

antalya paesaggioAKHISAR – 7,5. C’è solo un modo per rivitalizzare una sessione altrimenti destinata a normali operazioni di routine: assumere Roberto Carlos. Vero colpo da 9 in pagella, altroché: resta da capire l’esclusione di un talento come Taskin Calis. Per il resto, il club nero-verde si distingue per l’elevato numero di nuove facce in rosa: 11, una squadra intera. Per inseguire l’Europa, dice Roberto Carlos. Chissà, il 7,5 potrebbe rivelarsi un voto fin troppo basso per questo Akhisar.

BALIKESIRSPOR – 4. Solo una parola: confusione. E’ difficile descrivere altrimenti i tanti e convulsi movimenti in casa Balikesir. Alla serie di colpi in arrivo dalla ex-jugoslavia si aggiunge il “botto” dell’ultim’ora: Isaac Promise, bomber che però l’anno scorso era titolare in quel di Antalya. Come andò a finire, lo sapete (forse) benissimo: retrocessione.

BESIKTAS – 8. Poca spesa, molta resa. La dirigenza bianco-nera, un anno fa, era reduce dalla storia di mercato con Ronaldinho. Una figuraccia, per non dire di peggio. Ora il budget era persino più risicato, ma Fikret Orman ha colpito nel segno: servivano un terzino destro, un difensore centrale ed un centrocampista centrale in grado di abbinare quantità e qualità: ecco OpareMilosevicTolgay Arslan. Niente di più, niente di meno: l’è un voto persino ristretto, se pensiamo che il Besiktas doveva concludere tutte queste operazioni con soli 5 milioni a disposizione. Chapeau.

BURSA – 7. Zero acquisti: verrebbe da dire, allora perché 7? Il motivo è semplice: trattenere Ozan Tufan, gioiello classe ’95 su tutte le prime pagine dei giornali sportivi in Turchia. Piaceva a tutti, alla fine è rimasto a Bursa. Resta da capire se con il cambio della legge anti-stranieri il prezzo di Tufan non finirà per abbassarsi nettamente, rispetto ai 10 milioni richiesti dalla dirigenza bianco-verde. E allora il potrebbe rivelarsi un voto fin troppo generoso.

ozan tufan

ESKISEHIRSPOR – 6,5. Normale amministrazione? Non proprio. Ad Eskisehir è successo di tutto, in questo mese. Dal ritorno di Skibbe in panchina al tentativo clamoroso per Miroslav Klose, i tifosi rosso-neri ne hanno sentite di tutti i colori.
C’è una scommessa (Toko), due arrivi da Trebisonda (YumluGural), un paio dalla Bundesliga (perlopiù giovani talenti), così come una nuova certezza, appunto, in panchina. Allo stesso tempo, un sacco di milioni: 4,5, incassati tutti dal Trabzonspor per Erkan ZenginAytaç Kara. Più che sufficiente, insomma.

FENERBAHCE – SV. Il mercato di gennaio si chiama appunto mercato di riparazione. Se tutto funziona come dovrebbe, perché intervenire? La domanda se la saranno certamente fatta, in quel di Kadikoy, quartiere asiatico della Istanbul meno conosciuta ai turisti. Le tinte giallo-blu restano in cima alla classifica, con il titolo della scorsa stagione ben impresso nella mente. C’è stato un tentativo per Eto’o, occasione d’oro. Per il resto, senza voto: si è mosso davvero poco, attorno a Kadikoy.

GALATASARAY – 6. Sufficienza risicata, ma meritata: trattenere Wesley Sneijder non è stato per niente facile, anzi. Un’operazione da in pagella, per Abdurrahim Albayrak, che ha gestito alla grande le pretese dell’agente Guido Albers, smascherato nei suoi tentativi di avere un rinnovo a peso d’oro. Non ci è cascata nemmeno la Juve, con Sneijder che è rimasto ad Istanbul a godersi l’affetto dei tifosi. Allora perché solo 6? Il motivo ha un nome ed un cognome: Emmanuel Ebouè, che prende milioni su milioni da una stagione e mezzo, ormai fuori rosa da luglio. Una situazione imbarazzante, in cui si nascondono molte risposte sulla crisi finanziaria e gestionale del club giallo-rosso.

eboue

GAZIANTEPSPOR – 5. Ok, la classifica è alta. Il morale della truppa di Buruk, pure. Ma perché cedere il gioiello di casa, Ogulcan Caglayan, per solo un milione all’ultimo giorno di mercato? La domanda rimarrà senza risposta, mentre il centrocampista offensivo vola in Cappadocia (Kayseri Erciyes).

GENCLERBIRLIGI ANKARA – 6,5. Il presidente Ilhan Cavcav ci delizia sempre di situazioni al limite del surreale. Eppure, stavolta, ha gestito il mercato nella maniera più razionale possibile: valorizzando i giovani, portando alcuni elementi di spicco (Hleb) in un gruppo che ha dimostrato di funzionare alla grande.

hleb gsk

ISTANBUL BASAKSEHIR – 7. Sufficienza abbondante, anche se molti tifosi del Milan non saranno d’accordo: il Basaksehir non cede alle pretese di Michael Essien, virando sul dinamismo di qualità garantito dal nazionale senegalese Stephane Badji. Niente colpi a sfondo mediatico, la dirigenza di Istanbul preferisce puntare su un elemento dal sicuro rendimento. Va male alla Milano rossonera, che rimarrà con Essien in rosa. Va benissimo ad Abdullah Avci, che preferisce la sostanza alle chiacchiere. Lo dimostra quel sorprendente quarto posto in classifica.

KARABUKSPOR – 7. Situazione drammatica in classifica, dopo i sogni europei della scorsa stagione: eppure la dirigenza delle Fiamme Blu non ha perso i colpi, dimostrando di essere attenta e sempre “sul pezzo”. Kuca è un ottimo acquisto, così come Tolunay Kafkas, allenatore giustamente trattenuto nonostante le dimissioni. Senza Kafkas, il Karabuk rischierebbe il tracollo. Così, invece, c’è speranza.

KASIMPASA – 6,5. Nella Istanbul europea, se siete stanchi dell’opulenza di Galatasaray e Besiktas, rifugiatevi nel sobborgo di Kasimpasa, a pochi passi dalla suggestiva Torre di Galata. Lo stadio è un gioiello incastonato tra le case della megalopoli, la società pure: tanto da permettersi di fare la voce grossa con un certo club chiamato River Plate, che avrebbe voluto Viudez quasi a costo zero. “O il prezzo del cartellino, o non se ne fa niente“, ha risposto con determinazione la dirigenza bianco-blu. E così è stato, con Viudez in squadra nelle ultime partite. Poi gli interventi in difesa, in prospettiva: c’è curiosità per il ’95 Dvali, mentre dovrebbe rendere al meglio l’ex Galatasaray Veysel Sari, senza le pressioni della Turk Telekom Arena.

Veysel Sari

KAYSERI ERCIYESSPOR – 7,5. Ora, magari, la salvezza potrebbe anche non arrivare da quelle parti. Però il mercato dell’Erciyesspor, a gennaio, non ci delude mai. L’anno scorso arrivò Edinho, vera chiave della lotta-salvezza del 2013-2014. Ora l’entusiasmo in città si accende per Royston Drenthe, etichettato come “bollito” ed immediatamente dopo pronto a smentire tutti: un gol cinque minuti dopo l’esordio, roba da matti. Come Ogulcan Caglayan, talento dalle prospettive immense esploso a Gaziantep e preso per 1 milione di euro. Gran colpo, gran mercato: i draghi blu resteranno in Super Lig?

KONYASPOR – 5,5. Tanta confusione anche a Konya. Troppa, per un club che sta registrando numeri record (quarto in Turchia per numero di tessere del tifoso Passolig) e che potrebbe senza problemi puntare all’Europa. Ceduti HlebBelec, ora ci sono Felgueiras e Mahlangu. Nomi non di spicco, arrivati sul gong del 2 febbraio. Salta anche Sebastien Frey, che invece avrebbe portato quell’entusiasmo di cui i club dell’Anatolia hanno grande bisogno. Eppure, c’è ancora spazio per un sorriso: la Torku Arena, stadio meraviglioso, potrebbe regalare grandi emozioni nella seconda parte di stagione. Aykut Kocaman deve rimettersi al lavoro, proprio perché il mercato è stato decisamente sotto le attese.

MERSIN – SV. Mercato bloccato per un caos di diversi anni fa: l’attuale dirigenza non ha colpe ed è stata costretta ad insaccare il colpo. Se la società riesce a risolvere la matassa relativa allo stadio, ancora nel caos totale dovuto ad una costruzione troppo frettolosa, allora i rosso-blu possono dormire sonni tranquilli. Intanto era impossibile intervenire, in un mercato che resta senza voto.

RIZESPOR – 8,5. Sbilanciarsi è forse sbagliato, eppure queste pagelle esistono per questo. Il Rizespor ha colpito nel segno, piazzando tre botti da 10 e lode: trattenere Ali Adnan, prendere Ludovic ObraniakKyle Lafferty. Anche solo a livello mediatico, una gran cosa. E non solo: Obraniak ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello, già la scorsa domenica. Il Rizespor ha condotto un grande mercato, quasi senza sbavature. Resta da capire la condizione di Lafferty.

SIVASSPOR – 5. Il ritorno di Eneramo può dare qualità e soprattutto quantità a breve termine, ma la grana Karabulut, ora a rischio dopo un mese dal suo ritorno, rischia di pesare sull’intero gruppo. C’è confusione anche a Sivas, dopo la magica esperienza di Roberto Carlos. Ora tocca a Yalçin, che a dire il vero non ha goduto di un mercato adeguato alle concorrenti alla salvezza. Il Rizespor ha Obraniak, l’Erciyesspor ha DrentheSivas non ha saputo rispondere, almeno in sede di mercato. Se Yalçin riuscisse a trovare la chiave attraverso il campo, potrebbe riuscire a farcela. Ma non sarà facile.

TRABZONSPOR – 6. Difficilissimo dare un voto al mercato del Trabzon: nel dubbio, si attende la compilazione della lista UEFA. E il voto scende nettamente: escluso Ugur Demirok, presentato come il difensore che avrebbe risolto tutti i problemi. Spesa una quantità notevole di soldi, quasi 10 milioni, per poi fare una figuraccia nella querelle Tolgay Arslan: già con Erkan Zengin si era sfiorata la polemica, spesso cercata dal presidente Haciosmanoglu per evitare di dare uno sguardo alla classifica. 6, la sufficienza c’è: l’unico club che ha messo dei soldi veri in questo mercato è il Trabzon. Ma nulla di più: le idee restano le stesse, così come i buchi difensivi in cui si infileranno Higuain & co. tra meno di un mese.

Trabzonspor2

 

Bruno Bottaro | @br1bottaro

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